Pechino ed Edmonton, le due ferite di Cuba

Mentre il 2008 si avvia alla conclusione, il baseball cubano soffre ancora per due sconfitte subite nel corso dell'anno, durante il 23esimo Campionato Mondiale Juniores (bronzo ad Edmonton contro l'Australia) e in occasione delle Olimpiadi di Pechino, lasciando così la corona che era stata riconquistata in Grecia nel 2004. Per i cubani, la battuta d'arresto alle Olimpiadi ha lasciato molto amaro in bocca: non è infatti un mistero che quando Cuba viene battuta nel baseball, soprattutto nel più importante evento dei Giochi estivi, tutto il paese si rattrista in modo impressionante.
Immagino che nei paesi della bella e vecchia Europa, la stessa cosa accadrà con quelle discipline sportive che costituiscono il patrimonio nazionale e che sono nel cuore di ciascun cittadino, che ami lo sport o no. In varie parti del mondo la gente si sveglia e si addormenta con il calcio. A Cuba, invece, l'alba inizia con il baseball e si va a letto sognando questa passione, questa grande passione che ci fa letteralmente impazzire. Per questo, la sconfitta ai Mondiali Juniores ad opera della Corea in semifinale (che ha poi vinto il titolo battendo gli USA) e quella ai Giochi di Pechino, sempre contro la Corea, avevano il sapore della bile. Amaro.
Per alcuni esperti, il baseball cubano sarebbe in declino, mentre si è elevato moltissimo il livello delle competizioni internazionali con l'arrivo dei professionisti. Quest'ultimo aspetto potrebbe anche essere verosimile, ma il primo punto non è in alcun modo condivisibile.
Il nuovo anno presenta due impegni di altissimo livello: la seconda edizione del World Baseball Classic ed il Campionato del Mondo che si terrà in varie città europee, tra cui l'Italia con Roma come sede della finalissima.
Cuba interromperà il Campionato Nazionale dal 9 febbraio prossimo per poi riprenderlo 45 giorni più tardi, al fine di consentire la migliore preparazione alla squadra che è giunta seconda al Classic del 2006. A Città del Messico la selezione cubana troverà i padroni di casa, l'Australia, ma soprattutto non dovrà sottovalutare l'apparentemente debole Sud Africa.
I cubani possono passare al secondo turno del Classic e potrebbero riprendersi lo scettro della Coppa del Mondo ceduto a Taiwan un anno fa. Ma anche i giovani campioni, fucina della squadra nazionale, hanno tutte le carte in regola per tornare a regnare in una categoria in cui la Corea del Sud ha dominato statunitensi, giapponesi e, perché no, i prospetti della più grande delle Antille, ovvero di quei paesi da sempre riconosciuti per la loro forza a livello mondiale.

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