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Da sempre dirigenti e tecnici di baseball si sono posti il problema di come fare attivita’ d’inverno. E’ un problema antico, basti pensare che il basket, negli U.S.A., nacque alla fine dell’800 come soluzione per tenere in buona forma fisica i giocatori professionisti di baseball nei mesi della sosta invernale, e solo in seguito divento’ sport autonomo. Poi gli americani, in tempi recenti, hanno risolto il problema alla radice, creando immensi impianti al coperto.

In Italia l’esigenza piu’ sentita era rivolta invece verso i bambini: sia perche’ gli impianti eventualmente disponibili sono molto piu’ piccoli -quando va bene, un palazzetto- e quindi piu’ adeguati alle dimensioni ridotte dei campi da loro normalmente utilizzati, sia perche’ era piu’ sentita soprattutto per loro l’esigenza di dare stimoli sul piano del gioco. L’ostacolo maggiore era l’accesso ad impianti adeguati, sia per i costi di noleggio, assai elevati, sia per i materiali che normalmente vengono utilizzati nel baseball.
Dopo qualche sporadico tentativo fatto nei primi anni ’90 in diverse zone del Nord, gli Athletics di Bologna nel 1997/1998 si assunsero l’onere di dare spinta al movimento indoor, organizzando la prima Winterleague, o Lega invernale.

La soluzione a tutti i problemi fu trovata nel fare un salto di qualità dal punto di vista dell’immagine, al fine sia di reperire più facilmente risorse pubblicitarie, che di creare interesse intorno all’evento, sul presupposto che anche in questo modo i ragazzi potessero trovare maggiore gratificazione e coinvolgimento verso lo sport che praticavano.
In pratica venne realizzato un vero e proprio campionato di baseball giovanile a tutti gli effetti, ove, a differenza purtroppo di quanto avviene nei normali campionati federali, venissero curati al meglio gli aspetti organizzativi, adattate le regole ed i materiali utilizzati alla realta’ degli impianti al coperto, con una particolare attenzione alla sicurezza dei piccoli protagonisti, e garantito un adeguato supporto informativo costante e continuo, che sfruttando soprattutto le potenzialità di Internet diede un ritorno positivo a tutte quelle aziende che hanno sostenuto l’evento in questi 5 anni di attività.
Dopo tre anni di attivita’ a livello emiliano, nel 2001 la Winterleague ha tentato il grosso salto di qualità, ponendosi come esperienza a livello nazionale. Con 28 squadre partecipanti, 70 partite giocate e 400 ragazzi coinvolti il torneo si e’ rivelato una delle piu’ grosse iniziative dell’anno a livello giovanile. Le finali nazionali disputatesi a Bologna il 28 febbraio coinvolsero un pubblico notevole (mille spettatori), creando un grande coinvolgimento emotivo in tutti coloro che vi presero parte, a qualsiasi titolo.
Nel 2002 l’esperienza viene riproposta, affinata in molte sue parti, sempre con l’obiettivo di espanderla ulteriormente in tutte quelle zone del nord in cui la sua pratica strutturata e non occasionale potrebbe dare un ulteriore spinta alla rinascita del nostro sport in Italia.